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Andrea Galli

Andrea Galli è dirigente di ricerca e responsabile della Sede di Lodi del CREA Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura. E’ stato direttore del Centro di ricerca per le produzioni foraggere e lattiero-casearie del CREA, responsabile scientifico e vicedirettore dell’Istituto Spallanzani e direttore del Consorzio per la Fecondazione Artificiale di Bergamo con il Laboratorio nazionale di Andrologia Veterinaria. E’ stato responsabile del Piano provinciale per il miglioramento qualitativo del latte di Bergamo e coordinatore dell’Ufficio Tecnico dell’Assessorato Provinciale Agricoltura di Bergamo. E’ stato professore universitario a contratto e docente in corsi di alta formazione professionale. E’ stato coordinatore generale o responsabile scientifico in più di 50 progetti di ricerca. E’ autore di brevetti e di più di 300 contributi scientifici e tecnici.

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maggio 2018
15 maggio 2018 | 14:00 - 16:00
CREA ZA, Via Antonio Lombardo, 11
Lodi, LO 26900 Italia
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Salvaguardia, conservazione e uso sostenibile delle risorse genetiche animali e dei sistemi acquatici

La conferenza di Rio de Janeiro del 1992 ha messo in luce che il destino del pianeta è gravemente minacciato dall’inquinamento, dalla deforestazione e da uno sfruttamento improprio delle risorse naturali. Le ricerche effettuate negli ultimi anni sul rapporto tra i cambiamenti climatici e la modificazione del patrimonio delle risorse naturali mettono in evidenza che l’impoverimento della diversità genetica delle specie si ripercuote sui periodi di riproduzione di piante e animali, sulle migrazioni, sulla distribuzione delle specie e sulla dimensione

15 maggio 2018 | 10:40 - 13:00
CREA ZA, Via Antonio Lombardo, 11
Lodi, LO 26900 Italia
+ Google Maps

Conservazione della biodiversità e degli habitat acquatici

La conferenza di Rio de Janeiro del 1992 ha messo in luce che il destino del pianeta è gravemente minacciato dall’inquinamento, dalla deforestazione e da uno sfruttamento improprio delle risorse naturali. Le ricerche effettuate negli ultimi anni sul rapporto tra i cambiamenti climatici e la modificazione del patrimonio delle risorse naturali mettono in evidenza che l’impoverimento della diversità genetica delle specie si ripercuote sui periodi di riproduzione di piante e animali, sulle migrazioni, sulla distribuzione delle specie e sulla dimensione

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